Struttura Organica – Sabato 8 settembre

La giornata di sabato è stata densa di appuntamenti.

Si inizia verso le 19 con la lecture di Pier Luigi Capucci, “le declinazioni del vivente”, che mette ordine nel vasto campo dell’organico, del bio, del vivente. Nel proliferare delle definizioni di bioarte, arte transgenica,  biotech e  quant’altro,  è stato fatta chiarezza sui vari approcci che caratterizzano le varie espressioni artistiche a cavallo tra arte, scienza, biologia, tecnologia.

Capucci ha presentato alcuni esempi di opere storiche e recenti e ci ha lasciato con una riflessione sul fatto che non è sempre possibile tracciare una linea di confine netta tra ciò che è vivente e ciò che non lo è.

La performance di Alessandra Cianelli, “Storia del purpo con la testa di cuore” è stata posticipata alla fine della serata, per cui alle 20 è stata proposta la proiezione di “Animula”, il lavoro degli Otolab. Una partitura audiovideo immersiva basata sulla tensione tra una struttura/griglia edelle animule similorganiche collegate a suoni specifici.

Il panel della sera, “Morphogenetics”, ha indagato le declinazioni digitali dell’arte biotech: software art e codice generativo. Con il contributo di Leandro Pisano e Laura Bardier, moderatori del panel, e degli artisti Alessandro Capozzo, Fabio Franchino e Ilaria Mancino del gruppo SounDesign, si è riflettuto sulla definizione di ‘arte generativa’, il processo e l’estetica del codice generativo. L’ipotesi emersa è paradossalmente negazionista- tutti gli ospiti si identificano maggiormente in metodi proceduarli piuttosto che in una corrente artistica, laddove è il processo insieme al risultato imprevedibile a deteminare il valore dell’opera.

Alle 23 circa è iniziata la performance del “purpo” negli spazi esterni della torre. Il disagio dello spostamento di orario è stato bilanciato da una maggiore presenza di pubblico.

L’happening di Alessandra Cianelli inizia con la lettura di una storia, seguita da una proiezione  e dal segmento gastronomico, in cui il polpo cucinato viene servito in brodo piccante, come nella trasizione napoletana, accompagnato da vodka.

Con questa perfomance si chiude la giornata centrale di Struttura, quella più focalizzata sulle varie declinazioni dell’arte organica.

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