Cominciamo dal contorno / Let’s start from the boundaries

Italiano [English below]

 

Anche quest’anno ho preso confidenza con Ars Electronica. Come sempre all’inizio tutto è un po’ farraginoso, bisogna farsi un’idea degli eventi e compiere una selezione, ricordarsi delle sedi e delle abitudini dell’anno prima (dove andare a mangiare, dov’è la banca, dove prendere i taxi, quali sono i mezzi pubblici e quali biglietti acquistare…) e imparare cose nuove (dove sono le nuove sedi, dov’è l’ufficio stampa, quali sono gli orari degli eventi…). Quest’anno la parte più dinamica di Ars Electronica è stata certamente a PostCity, l’enorme costruzione industriale in cemento di tre piani vicino alla stazione ferroviaria, a cui ho accennato nel post precedente.

 

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Uno degli ambienti di PostCity / An ambient of PostCity

 

A PostCity, come ho scritto, convivono modalità diverse. Ci sono le corse di droni, una competizione seguita da una platea a sedere di un centinaio di persone  con uno speaker che, in un’atmosfera da Star Wars, presenta i concorrenti, commenta la gara e chiede se ci sono volontari che vogliono seguire l’evento dentro la recinzione. C’è un mercatino alimentare, con cibi e bevande rigorosamente biologici, ci sono varie sezioni dedicate alle aziende, dalle piccole startup al colosso Mercedes, in campi che vanno dalla stampa 3D al ritratto, che invece di essere fotografico è una statuetta, ai veicoli elettrici, al riciclo dei materiali, all’ecosostenibilità. Ci sono poi sezioni gestite da associazioni culturali impegnate nel sociale, spesso inserite all’interno di vere e proprie installazioni artistiche, dedicate a tematiche di attualità, per esempio all’accoglienza dei profughi, un argomento particolarmente caldo in Austria di questi tempi.

 

 

La corsa dei droni /The drones' race
La corsa dei droni / The drones’ race
Macchina a pedali / Pedal car
Macchina a pedali / Pedal car
The refugees space
Lo spazio dedicato ai rifugiati / The space dedicated to refugees

 

E infine, naturalmente, la lascio per ultima per potermici dedicare con un po’ più di tempo e riflessione, c’è l’immensa parte dedicata all’arte, con le mostre e le conferenze – in particolare ho seguito l’intervento di Jasia Reichardt dopo il conferimento del Prix “Visionary Pioneers of Media Art” alla sua attività, resa celebre dalla mostra “Cybernetic Serendipity”, tenutasi a Londra, all’Institute of Contemporary Arts, nel 1968. Le mostre di Ars Electronica, con il consueto sguardo multiplo, ampio e aperto dell’arte sulla contemporaneità, hanno spesso presentato installazioni site-specific.

 

Jasia Reichard
Jasia Reichardt

 

Non ha molto senso comporre un elenco di tutte le presenze ad Ars Electronica, dunque prenderò in considerazione solo quello che mi è piaciuto, a PostCity e nelle altre sedi, e ovviamente scriverò anche di quello che non ho apprezzato. Vorrei compiere anche una piccola riflessione sul “multimediale”, un termine ombrello ormai entrato nel vocabolario nel nostro Paese, dall’arte all’educazione, dalla comunicazione all’economia, ma con un significato che altrove suonerebbe come limitato, autoreferenziale e un po’ oleografico.

 

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Non vedrò tutte le mostre e non seguirò tutti gli eventi, ammesso che qualcuno ci riesca, ma bisogna dire che quello che lascerò da parte sarà quantitativamente poco. A parziale complemento di questa mancanza, nel n-blog ci sono gli interventi dei due studenti che mi hanno seguito, mi pare con entusiasmo, in questa avventura, Andrea Asperges e Stefano Baldin. Poi ci sono i post del mio collega Renato Alberti e di Roberto Villa, che hanno fatto un grande lavoro di relazione e di informazione con gli artisti presenti ad Ars Electronica, il loro contributo sarà più sul versante di fivewordsforthefuture, di cui Renato è cofondatore, e di Noema, della cui redazione fa parte. Infine, ma non meno importanti, su Noema ci saranno gli articoli di Giorgio Cipolletta e Paolo Atzori, che recensiranno la manifestazione secondo le loro prospettive. Li ringrazio tutti per l’impegno, la passione, le competenze e la voglia di mettersi in gioco.

 

Con i miei studenti / With my students
Con i miei studenti / With my students

 

English

Also this year I got acquainted with Ars Electronica. As it always happens, at the beginning everything is a bit rusty, you need to get an idea of the events and make a selection, you have to remember the locations and the last year’s habits (where to eat, where is the bank, where to take taxis, which are the public transports and the tickets to buy…) and learn new things (where are the new locations, the press office, what are the event times…). This year the most dynamic part of Ars Electronica was at PostCity, the huge industrial concrete building of three floors near the train station, which I mentioned in a previous post.

 

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PostCity

 

At PostCity, as I wrote, different modes coexist. There are races of drones, a competition followed by a seated audience of more than one hundred people and with a speaker who, in a Star Wars atmosphere, presents the competitors, comments on the race and who asks if there are any volunteers wanting to follow the event inside the fence. There is a section of – strictly organic – foods and beverages, there are sections dedicated to companies, from small startups to big Mercedes, working in fields ranging from 3D printing to statue portrait (instead of a photo you become a statuette), from electric vehicles to recycling of materials, to eco-sustainability. And there are sections operated by cultural associations working in the social realm, often respresenting themselves into art installations, dedicated to current issues, such as the refugees’ acceptance, a topic that these days is particularly hot in Austria.

 

Le statuette-ritratto / The portraits-statuettes
Le statuette-ritratto / The portraits-statuettes
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Lo spazio dedicato rifugiati / The space dedicated to refugees

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And finally, of course – I leave it in the end to have more time to think about – there is an immense part dedicated to art, with exhibitions and conferences – in particular I followed the intervention of Jasia Reichardt, since she was awarded the Prix “Visionary Pioneers of Media Art” for her activity, in particular for the seminal exhibition “Cybernetic Serendipity”, which opened in London, at the Institute of Contemporary Arts, in 1968. The Ars Electronica exhibitions, with the usual multiple, wide and open art look at the contemporary world, have often presented site-specific installations.

 

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Robot multiuso / Multi-purpose robot

 

It makes little sense putting together a list with all the artists at Ars Electronica, therefore I will consider only what I liked, in PostCity and in the other locations, and of course I will also write about what I did not appreciate. I would also like to make a small reflection on “multimedia”, a now inflated term in the Italian vocabulary, from art to education, from communication to business, but with a meaning that sounds as limited, self-referential and oleographic.

 

Ingranditore / Enlarger
Face enlarger

 

I will not see all Ars Electronica exhibitions and I will not follow all the events, provided that somebody can, but what I leave aside is quantitatively a little. To a partial complement of my lack in n-blog there are the interventions of two students who have followed me, I think with enthusiasm, in this adventure, Andrea and Stefano Baldin Asperges. Then there are the posts from my colleague Renato Alberti and Roberto Villa, who did a great job of connection and information with the artists present at Ars Electronica, although their contribution will be more on the side of ivewordsforthefuture, of which Renato is co-founder, and Noema, of which he is a board member. Last but not least, on Noema there will be the articles by Giorgio Cipolletta and Paolo Atzori, who will review the events according to their perspectives. I thank them all for their commitment, for the passion, the skills and the will to get involved.

 

Il bar di PostCity / PostCity's bar
Il bar di PostCity / PostCity bar