Europe Vs Facebook

English [Italiano sotto]

With over 800 million users worldwide, the Facebook social networking service is one of the favorite meeting places online. Here, people can correspond with friends, get back in touch with long-lost acquaintances from school days, contact business associates, get information about popular music groups, share pictures or join multi-player games- and all of it seemingly free of charge.

Facebook isn’t paid for in cash; instead, the price is revealing private and in some cases quite personal information. This data then gets processed and categorized so that target group-specific, personalized and space of Facebook can be sold to companies with something to promote. Harvesting information in this way is legal in the U.S.A.; in Europe, however, Facebook violates existing data protection laws.

Australian student Max Schrems is at the center of the “Europe versus Facebook” initiative that formed in august 2011. It demanded, pursuant to the EU’s data protection law, that Facebook reveal all information it had gathered about Max Schrems. Inspection of the 1200- page dossier Facebook released revealed that legal violations had indeed occurred and provided the grounds upon which the initiative filed numerous charges against Facebook.

A thorough and comprehensive analysis of all the categories in which Facebook stores data about individual users yields on extraordinarily detailed jigsaw puzzle composed of personal information that users willingly input themselves as well as what is gleaned behind the scenes by Facebook on its own.

Put together the jigsaw puzzle depicting Max Schrems and discover what kind of data Facebook, an American corporation, has stored in its files about you.

 

Italiano

Con più di 800 milioni di utenti da tutto il mondo, il social network Facebook è uno dei luoghi di incontro online più gettonato. Qui, le persone possono contattare amici, ritrovare vecchie conoscenze dei tempi della scuola, contattare i loro soci in affari, ricevere informazioni sulle band più famose, condividere foto o prendere parte a giochi di gruppo. E il tutto apparentemente senza un tornaconto.

Facebook non viene pagato con gli usuali metodi di scambio (servizio in cambio di danaro), il suo costo è invece rivelare informazioni private e in alcuni casi alquanto personali. I dati inseriti vengono processati e categorizzati in modo tale che spazi pubblicitari personalizzati su gruppi specifici di utenti creati grazie a Facebook possano essere venduti ad aziende che desiderano piazzare, in maniera più proficua e mirata, i loro prodotti e servizi.

Disseminare le informazioni in questo modo è legale negli Stati Uniti, ma in Europa, invece, viola le leggi vigenti sulla protezione dei dati personali.

Lo studente asiatico Max Schrems è a capo dell’iniziativa “Europa vs Facebook”, fondata nell’agosto del 2011. Fu richiesto, facendo riferimento alla legge europea sul trattamento dei dati riservati, che Facebook rivelasse tutte le informazioni che erano state raccolte dallo stesso Schrems: l’analisi del dossier di 1200 pagine consegnato dal social network rivelò che erano realmente avvenute violazioni legali e ciò creò la possibilità per l’iniziativa di presentare numerose accuse contro Facebook.

Una analisi accurata ed esaustiva di tutte le categorie in cui Facebook conserva i dati sugli utenti individual, restituisce un puzzle perfetto ed estremamente dettagliato composto sia di informazioni personali che gli utenti inseriscono spontaneamente sulla piattaforma, sia di ciò che viene raccolto dal Social, spesso a insaputa degli utenti stessi.

Mettere insieme i pezzi di questo puzzle ingarbugliato pensato da Max Schrems ti permetterà di scoprire quante informazioni riservate sul tuo conto Facebook conserva nei suoi archivi.